BOLOGNA-LECCE: C'ERA UNA VOLTA

BOLOGNA-LECCE: C’ERA UNA VOLTA

“C’era una volta …” memorabile colonna sonora di capolavori cinematografici  e di vicende personali di ciascuno.
In quante affascinanti dimensioni ci hai introdotto, in quante avventure straordinarie, nel tempo e nello spazio, ci hai proiettato, da bambini! E poi da grandi! In quante nostalgiche circostanze della vita hai funzionato come elemento di richiamo alla memoria di un mondo “realfantastico” che è stato e che al momento non c’è più!
Una di queste, certamente, al termine di Bologna-Lecce. Terz’ultima partita di questo campionato strano della massima serie italiana. Serie che ormai per i nostri colori si avvia ad essere un melanconico, formidabile, ricordo.
Ma andiamo per ordine, partendo dalle aspettative della vigilia che imponevano di pensare solo a noi, per avere un solo risultato a disposizione. Quello della vittoria, naturalmente, in cui tutti speravamo.
Invece, dopo soli cinque minuti giallorossi già sotto di due reti. In una gara di importanza fondamentale, roba davvero da non crederci.
Anche se, a dir il vero, prendere gol nei primissimi minuti è cosa, ormai, assai ripetitiva. La quinta nelle ultime sette, come fossero nelle favole sotto un incantesimo.
Dopo aver rischiato di subire il terzo ferale colpo di bacchetta, all’improvviso, però, sullo scader del primo tempo, un inaspettato cacciare il petto in fuori che rinvigorisce le speranze, accorciando le distanze.
Nella ripresa i lupi sembrano poter rompere il pesante sortilegio.
Raggiungono il pareggio grazie a un magistrale sinistro sotto la traversa e sfiorano l’incredibile vantaggio con un radente a botta di sicura neutralizzato in extremis sulla linea a portiere ormai battuto. Eppur, niente da fare, il clamoroso ribaltone non arriva. Tutt’altro.
In pieno recupero si consuma il dramma sportivo salentino. La mancata concessione di un in’L’eccepibile (?!) rigore si traduce in una ripartenza rossoblù che inchioda il tabellone di Bologna-Lecce sul tre a due per i felsinei.
Ecco qui come il “C’era una volta…” vien spontaneo.
Certamente pensando a una serie A che inesorabilmente, seppur non matematicamente, se ne va.
Ma particolarmente, nel calcio come nella vita, per l’immedesimarsi con il protagonista della fiaba e con le sue disavventure.
Per l’innamorarsi di lui e di nessun altro, qualsiasi siano le sue lotte e le sue paure.
Per il sentirsi emotivamente coinvolti con nel cuore la consapevolezza che il lieto fine, alla fine ci sarà comunque.
Perché

il vero lieto fine è non smettere mai di ricominciare.

(V. Cannova).
Perché, soprattutto, di volta in volta, potrà cambiare la categoria ma, per chi tifa Lecce, il Lecce c’è e per sempre ci sarà

1 Response

  1. Graziano

    Tu Lecce ci sarai sempre per tutti noi, lo abbiamo sempre fatto, anche negli inferi dei campionati meno blasonati.
    Anche se la matematica non ci condanna, ora ci resta sia il ricordo di questo torneo che le relative statistiche calcistiche, le quali parlano di impegno, sfortuna e mancanze proprio nei momenti decisivi del percorso.
    Ciò per continuare a riflettere e a non far cadere nel vuoto questa esperienza che ha lasciato comunque una traccia nella vita di tutti noi.

Leave a Reply