LECCE-PORDENONE: IL MOMENTO DEL COMINCIAMENTO

LECCE-PORDENONE

LECCE-PORDENONE: IL MOMENTO DEL COMINCIAMENTO

Un giorno termina, un altro comincia.

Un anno termina, un altro comincia.

Un campionato termina, un altro comincia.

Nel calcio come nella vita, viviamo immersi in una serie continua e alternata di “terminamenti” e “cominciamenti”.

Simile al succedersi del “tick e tock” delle lancette di un orologio che ci scandisce lo scorrere del tempo. Mentre, però, il tock è un qualcosa di fisiologico, un qualcosa che, dopo il tick, il nostro orecchio già si aspetta di sentire, l’arrivo del tick dopo il tock, invece, è molto più difficile da percepire, quasi che lo spazio intercorrente tra i due, ogni volta apparentemente dilatato, non riuscissimo mai a darlo per scontato.

In effetti, un nuovo inizio, per quanto ci sia sempre un qualche ambito della nostra quotidianità che lo richieda, è spesso la cosa più difficile. Tanto che, certe volte, al termine di un’era, di un ciclo, o di una semplice relazione, arriviamo persino a pensare che sia troppo tardi per risollevarsi e ripartire.

Sarà per quel senso di inadeguatezza che ci pervade davanti all’ignoto che ci aspetta. Sarà perché appagati dal risultato conquistato o, forse, più frequentemente, in quanto delusi e frastornati per ciò che poteva essere e non è stato. Sarà per quel che sarà, ma alla fine non è mai la fine.

“L’unica gioia al mondo è cominciare

– scriveva Cesare Pavese –

E’ bello vivere perché vivere è cominciare, sempre ad ogni istante.”

Sì, sempre ad ogni istante, con la consapevolezza che c’è sempre del buono dentro ogni nuovo.

L’importante è prendere e, soprattutto, prendersi sul serio e fare il primo passo. Perché per ogni traguardo raggiunto c’è un cammino intrapreso che si poggia su un primo, faticoso, ineludibile, passo.

Proprio come quello del nostro Lecce maturato contro il Pordenone, nella gara d’esordio del nuovo campionato di serie B, anno calcistico 2020/2021.

Dopo l’amarezza della retrocessione, in tempo di covid, in uno stadio senza tifosi e per di più rivoluzionati sia nella direzione e conduzione tecnica che nell’organico, il momento del kick off per i giallorossi lo si sapeva che non sarebbe stato per nulla facile. Né emotivamente, né praticamente.

E così, difatti è stato . Al cospetto dei ramarri neroverdi, alla seconda stagione della loro storia in Serie B, ma già con una semifinale play off alle spalle, il risultato non si è schiodato dall’iniziale zero a zero.

Grazie soprattutto agli interventi dei due portieri che son riusciti a mantenere inviolate le rispettive porte e alla “fermezza” del palo friulano che ha respinto il tiro che probabilmente sarebbe stato quello del gol della vittoria salentina.

Un pari interlocutorio, dunque, che lascia per certi versi buone impressioni e per altri qualche cruccio.

Comunque sia,

“basta un sorriso, lo sai

– canta Mina

ricominciamo, se vuoi.”

Ebbene, Forza Lecce, senza indugio, testa, cuore e gambe alla prossima partita, che tutti insieme, ogni volta, siamo esseri comincianti e ricomincianti.

2 Responses

  1. Linda

    Bentornato Pj! Sono felice di ricominciare a leggere i tuoi articoli perché colpiscono anche chi, come me, non capisce nulla di calcio.
    Descrivi perfettamente la pura di un nuovo inizio e la sensazione di non farcela dando la chiave giusta per affrontare la cosa. Sembra di stare dallo psicologo che prima analizza il problema e poi ti da la pastiglietta della felicità. Basta un sorriso!

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