LECCE - REGGIANA: BENE, BRAVI … SEPTIES

LECCE – REGGIANA: BENE, BRAVI … SEPTIES

Ripetere fa parte della vita di ciascuno. Per obbligo, per dovere o semplicemente per natura comportamentale, tendiamo sempre a ripetere qualcosa. Non per nulla, Aristotele scriveva che

“noi siamo quello che facciamo ripetutamente.”

Come a dire che la qualità del nostro ripetere, tante volte è addirittura più importante della stessa quantità e, in questo senso, ci caratterizza.

A primo impatto, ciò potrebbe sembrare una sentenza di condanna, giacché spesso quello che più e meglio riusciamo a fare ripetutamente è commettere sempre gli stessi errori.

Se ci pensiamo bene, però, nella ripetitività non vi è solo la nostra caducità, tutt’altro. Nel ripetere cose buone e giuste vi è la nostra “plus valenza”. Un singolo esercizio in palestra, per esempio, da solo non serve a niente. Ne occorre una serie di ripetizioni. Una corsetta diventa utile solo quando la fai ancora e ancora, con ritmica cadenza. E una vittoria, di per sé, non è certamente sufficiente a vincere un campionato.

Tuttavia, l’esperienza ce lo insegna, nei successi è difficile ripetersi. E lo è tanto più, quanto più i successi sono eclatanti. Farlo in sequenza, poi, uno dietro l’altro, quasi meglio non parlarne.

“Perciò l’eccellenza non è un’azione, ma un’abitudine”

continuava il pensiero Aristotelico. Un’affermazione che, se il filosofo greco si fosse trovato subito dopo aver visto Lecce – Reggiana, gara valevole per l’ottava giornata di Serie B, probabilmente l’avrebbe messo su carta scrivendo “Leccellenza”, tutto unito. Dal momento che vincere in modo convincente e straripante per il nostro Lecce sta diventando davvero un’eccelsa, incantevole abitudine.

Dopo esser uscito dalla bolla e aver liquidato la Virtus Entella con un sonoro uno a cinque, ha concesso il bis con gli interessi – o il tris, se contiamo anche la vittoria sul Pescara  prima della sosta – affrontando gli emiliani al Via del Mare, in una partita per loro nettamente senza storia.

Dopo neanche quattro minuti, giallorossi già in vantaggio con un cross dalla destra a spiovere insaccato da sotto porta. Pressa salentina che continua a schiacciare non arretrando neanche di un centimetro. Al ventesimo, inserimento tra le linee difensive ospiti, sul filo del fuorigioco, ed è raddoppio con un bel destro rasoterra. Prima dell’intervallo, con un sinistro teleguidato, rasoterra, arriva anche il terzo gol che mette in ghiaccio la vittoria. Numericamente, però, la fine è ancora lontanissima.

Bastano altri cinque minuti della ripresa, infatti, per servire il poker con una percussione coast to coast finalizzata in rete, ancora una volta con una rasoiata a fil di palo. C’è spazio anche per il gol della bandiera, per i granata, con un’inzuccata sugli sviluppi di un calcio d’angolo, ma è solo l’apri e chiudi di una parentesi, prima della micidiale triplice scarica finale salentina. Si abbatte tutta, implacabilmente, nell’ultima ventina di minuti. Una veloce ripartenza con penetrazione in area finalizzata di destro in diagonale, un semi pallonetto a giro dal vertice sinistro insaccato sul palo opposto e una fucilata sempre in diagonale da sinistra a destra nell’angolino basso della rete, in rigida successione, fissano lo score di Lecce – Reggiana sul definitivo sette a uno per i nostri.

Dunque, bene, bravi … septies! Una bella, ripetuta, affermazione, non c’è che dire!

D’altro canto, nel calcio come nella vita,

“è la ripetizione delle affermazioni che porta a credere 

– sosteneva il grande Muhammad Ali –

E quando il credere diventa una convinzione profonda le cose iniziano ad accadere.

Sì, siamo ancora agli arbori di quest’anno, è vero, ma guardando la classifica l’impressione è decisamente quella, che qualcosa stia iniziando ad accadere.

Ora,

“basta resistere, basta ripetere, fissare un codice, così si fa”

cantava Paolo Conte.

Già, proprio così si fa. Il Codice Lecce è fissato. Il Campionato è avvertito.

4 Responses

  1. Linda

    😍 Ma quanto è vero quello che scrivi!
    Duro è intraprendere qualcosa di nuovo, credere di potercela fare, non arrendersi!
    Proprio come il Lecce che, dopo la fine dello scorso anno e l’inizio di questo, che non prometteva nulla di buono, è finalmente uscito dalla “bolla” soporifera in cui era intrappolato.
    Bellissima la frase finale! Mi viene voglia di crederci e crederti Pj. Volere è potere! …… Speriamo!💪🏻

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