CHIEVO-LECCE: MAMMA, HO PRESO L'AEREO

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CHIEVO-LECCE: MAMMA, HO PRESO L’AEREO

Ve la ricordate quella commedia cinematografica, del 1990, che narra le vicende di un bambino di otto anni, che all’ultimo istante viene dimenticato a casa dalla sua famiglia, in partenza con l’aereo per le vacanze di Natale?

Molto probabilmente sì. Ce la ricordiamo tutti molto bene e non solo perché quella pellicola è divenuta, ormai, un must delle feste natalizie. Ce la ricordiamo bene, soprattutto, perché chissà quante volte, forse anche inconsciamente, ci siamo immedesimati in quel bambino rimasto a terra all’ultimo secondo. Chissà quante volte, proprio in quei frangenti finali, delle nostre battaglie quotidiane, delle nostre delle nostre relazioni, si è consumato quel qualcosa che ci ha lasciato soli, barricati dentro, contro un mondo che ci assediava fuori.

E’ appunto da lì che, con la grazia di Dio, spesso siamo ripartiti. Da quel coraggio che neanche immaginavamo di possedere e dall’impegno preso con noi stessi che, la prossima volta, quell’aereo, sul filo di lana, l’avremmo preso ad ogni costo.

D’altronde, anche Italo Calvino scriveva che

“la vita d’una persona consiste in un insieme d’avvenimenti di cui l’ultimo potrebbe anche cambiare il senso di tutto l’insieme”.

La vita di una persona come quella di una squadra, sì, nel calcio come nella vita.

L’ha tenuto ben presente il nostro Lecce in quel di Verona, sceso sul terreno di gioco dello Stadio Bentegodi, con gli stessi undici dell’apoteosi contro la Reggiana , per la disputa di Chievo-Lecce, anticipo serale del Black Friday, valevole per la nona giornata di Serie B.

Cominciata con un assordante minuto di silenzio in memoria del compianto Pibe de Oro, la gara inizialmente scivola via abbastanza insipida. Solo un paio di pizzichi di sale, uno per parte, sventati dai rispettivi estremi difensori. Poi, intorno al ventesimo di gioco, un veloce botta e risposta le restituisce l’atteso sapore di una sfida d’alta classifica.

I giallorossi, infatti, con un millimetrico cross dalla destra pilotato di testa in rete, passano in vantaggio. Neanche il tempo di gioire e gli scaligeri ripristinano la parità, grazie a un tiro di destro al volo, a pochi metri dall’area piccola, sul filo dell’offside.  Primo tempo in archivio sul risultato di uno a uno.

La ripresa parte sotto ritmo, con le due compagini che si annullano reciprocamente. Per certi versi c’era comunque d’aspettarselo. Miglior difesa del campionato, quella clivense, contro miglior attacco, quello salentino.

Neppure i cambi in corsa predisposti man mano dai due mister danno l’impressione di poter sortire effetti. Invece, quando l’aereo della vittoria sembra stia decollando già, lasciando a terra tutte e due le squadre, proprio un guizzo del nostro numero dieci, entrato in campo da appena una ventina di minuti, vi spedisce a bordo i giallorossi.

Di destro a mezz’altezza, da sinistra a destra, insacca sul palo più lontano, giusto a una manciata di secondi dalla chiusura dei portelloni, fissando lo score di Chievo-Lecce sull’uno a due finale.

Così, col quarto successo consecutivo, voliamo in testa alla classifica. Almeno per una notte, in attesa che si completi il quadro calcistico della giornata dei Cadetti. Ma

“vogliamo stare in alto

dice il nostro bravo Eugenio Corini

una gara alla volta per costruire qualcosa di importante.”

Ed allora, Forza Lecce,

“vola alto e stai sereno! Prendi il meglio finché vuoi

canta il grande Renato Zero

Pensa in grande, fallo ancora! Tu cavalca quell’idea. Suda, incazzati e poi prega e quando puoi tu scappa via! Che soffrire di coraggio è la più bella malattia!”

3 Responses

  1. sangel

    Non è stato un caso il mio precedente commento, di crederci fino alla fine. Il Lecce di questa stagione incarna lo spirito del suo allenatore che, soprattutto, alla guida del Brescia, riusciva a spuntarla nelle fasi conclusive delle partite. Avanti così!!

  2. Linda

    Ma tu guarda! Il film “Mamma ho perso l’aereo” l’avrò visto una ventina di volte sia io da piccola che con i miei figli dato che, come dici tu, lo ripropongono ogni Natale.

    Ma mai, mai l’ho guardato da questo punto di vista! Però! Mi sembrava un filmetto per bambini ma visto in quest’ ottica sarebbe dovuto essere candidato agli oscar 🤣

    Già perché è proprio vero che quando si rimane soli, e tutto il mondo è chiuso fuori, é da lì che si riparte……o almeno così dovrebbe essere. Bellissimo!

    E giustissima la frase finale di Renato Zero che hai citato e che mi ha aperto un mondo 😍

    Per concludere grande Lecce! Nonostante non veda una partita 😛

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