LECCE-VICENZA: SOTTOSOPRA LA FOLLIA

lecce-vicenza-serie-b

LECCE-VICENZA: SOTTOSOPRA LA FOLLIA

Vale per tutti, nelle cose che facciamo. Soprattutto quando siamo sotto pressione. Quando siamo condizionati da un carico di emozioni talmente altalenanti che, talvolta, oltrepassiamo il limite. Oppure lo sottopassiamo.

Come animati da una, come dire, genuina, sana follia. Ovverosia, da quella espressione di noi stessi più irrazionale, più incomprensibile e fuori dall’usuale, ma terribilmente vera in ogni sua accezione. Spesso latente, ma insita in ciascuno.

Ci spariglia le carte. Ci spinge ad oscillare freneticamente borderline, ora giù, ora su, attorno a posizioni di equilibrio instabile. Fino a lasciarci la consapevolezza di una verità ben più grande e profonda di quella della ragione sola.

“Amo il mio equilibrio instabile tra saggezza e follia, serenità e rabbia, perché

– diceva la grande Anna Magnani –

questo mi rende maledettamente vera.”

Lo stesso controverso amore, con la stessa folle, instabile, oscillazione sottosopra provata da noi, cuori leccesi, in Lecce-Vicenza, match post natalizio, valido per la 15° giornata di Serie B. Con tanta voglia di riscatto, dopo due sconfitte consecutive e a un mese esatto dall’ultimo successo in quel di Verona, contro il Chievo.

Si parte con pallino del gioco saldamente in mano ai giallorossi, con gli ospiti sulla copertura pronti a ripartire in contropiede. Allo scoccar del quarto d’ora, effettivamente, su loro ripartenza, primaennesima follia leccese al ribasso, sotto le righe difensive. Cross dal fondo deviato in spaccata sotto porta in rete e veneti inaspettatamente in vantaggio. Il primo tempo si conclude così, con il nostro maggior possesso palla, ma senza una reazione degna di tal nome.

La ripresa sembra avere lo stesso strano andazzo. Predominio territoriale salentino, netto e continuativo ma completamente sterile. Anzi, col rischio pazzesco di subire pure il raddoppio vicentino. Intorno al venticinquesimo, però, secondo sprazzo di follia. Questa volta al rialzo, con “leccezionale” ribaltone giallorosso. Tutto in una manita di minuti. Due cambi, due gol. Slalom in area biancorossa e fenomenale cucchiaiata del capitano, il primo, quello del pareggio. Deviazione incredibile, da rapace in picchiata, dell’appena entrato giovane canterano, ex madrinista, il secondo, quello del sorpasso. Entrambi su imbeccata dello scozzese, anche lui da pochissimo entrato in campo.

Giochi fatti e tutti tranquillamente a casa?  Macché, a parte che i tifosi, purtroppo, è ormai da un pezzo che ci stanno.

Non poteva mancare lo schizofrenico richiamo difensivo verso il basso, proprio al novantesimo. Il pareggio dei biancorossi, però, questa volta  è annullato per giusto fuorigioco su chiamata laser del guardalinee giapponese.

Lecce-Vicenza, dunque, termina, finalmente, con l’agognata vittoria per i nostri, col risultato di due a uno.

A conferma di come “lucide” espressioni di follia, forgino il carattere, portando momenti di novità tanto quanto di verità, insieme a irresistibili dosi adrenaliniche. Senza le quali, nel calcio come nella vita, ognuno perderebbe la propria unicità.

Perché la vita è un brivido che vola via

canta Vasco

È tutto un equilibrio sopra la follia … Sopra la follia

Sì, sopra la follia, caro Lecce nostro. L’importante è che ci resti sopra anche nella prossima partita!

2 Responses

Leave a Reply