CITTADELLA-LECCE: UN BASTIMENTO (S)CARICO DI …

CITTADELLA-LECCE: UN BASTIMENTO (S)CARICO DI …

Molti certamente se lo ricorderanno. Era uno dei più famosi giochi di gruppo dell’infanzia di qualche generazione fa, ma resta sempre attuale e divertente.

Consisteva nell’invitare il prescelto conduttore del gioco ad annunciare l’arrivo di un bastimento. Un bastimento carico di … e qui veniva bello. Del carico si annunciava solo la lettera iniziale o la categoria “merceologica”, diciamo così. A turno, poi, ogni giocatore diceva, al volo, il proprio carico, sempre diverso ad ogni giro, finché man mano non si esaurivano le “scorte”.  Così, tra cicli di abbondanza e carestia, si riprendeva a giocare sperando potesse andare meglio con l’arrivo di un nuovo bastimento.

Il medesimo auspicio dei nostri cuori leccesi al termine di Cittadella-Lecce, match infrasettimanale pomeridiano allo Stadio Tombolato, valido per la 16° giornata di Serie B.

Per di più conclusivo del duemilaventi, di cui potremmo definirlo una perfetta sintesi. Ovvero, al tirar delle somme, di ciò che per il “bastimento Lecce” poteva essere e invece non è stato. Pensando sia alla retrocessione dalla massima serie, che all’attuale campionato e, in particolare, a quest’ultima partita.

Partenza sprint dei nostri con gol annullato per chiaro fuorigioco. Eppure, dopo neanche dieci minuti dal calcio d’inizio, preciso cross dalla sinistra del fronte d’attacco, colpo di testa incontrastato e veneti già in vantaggio. Il carico di un nuovo, folle, ribaltone giallorosso, comunque non tarda ad arrivare. Altri dieci minuti. Affondo centrale con passaggio illuminato sulla sinistra, scarto di un difensore e bordata vincente acchiappa pareggio. Poi, proprio allo scader del primo tempo, lancio in ripartenza con parabola arcobaleno a tagliare il campo sulla destra, taglio a sinistra e piattone millimetrico sull’interno del secondo palo. Sorpasso eseguito e tutti sottocoperta, in pausa, per il classico tè caldo.

Ma

 “un piccolo buco fa affondare un gran bastimento” 

recita un proverbio antico. E la saggezza popolare non mente mai.

Così, rientrati in campo, allo scoccar del primo quarto d’ora della ripresa, una crepa della nostra fase difensiva è, ahinoi, foriera di cattivi eventi. Sul momento ci salva il palo, provvidenzialmente tappo facente funzione. Ciò nonostante, neanche il tempo di asciugarsi il sudore per lo scampato pericolo e l’im-bucata dei granata questa volta è perforante. Dalla sinistra, altro cross in area col contagiri, inzuccata vincente e addio sogni salentini di vittoria. Per il resto non manca qualche altro patema d’animo, tuttavia d’ambo le parti senza sortita. Alla fine Cittadella-Lecce si conclude sul risultato di due a due, ben il quarto di questo campionato

Ora

“guarda, devi andare a fare mercanzia 

– disse il Re, al fiabesco Peppi di Italo Calvino – 

hai tre giorni di tempo per caricare il tuo bastimento”.

Come l’avesse detto a te, caro Lecce nostro, che davanti hai la prospettiva delle tre settimane del mercato di gennaio. Con la premura che, nel calcio come nella vita, ti avrebbe suggerito il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry, quale che sia il carico da trasportare,

“se vuoi costruire una barca

– o un bastimento, nel nostro caso –

non radunare uomini per tagliare legna, dividere i compiti e impartire ordini –- ma insegna loro la nostalgia per il mare vasto e infinito.”

Ed allora, sì, con la nostalgia per il mare vasto e infinito, pure di colore verde e con l’erbetta, 

“quasi quasi vado anch’io” 

cantando con Bennato

tanto poi a ripensarci bene il destino è solamente mio. Questa volta finalmente una scelta in piena libertà è arrivato un bastimento carico di novità!

Che siano tutte novità belle, quelle del duemilaventuno che sta iniziando. Belle intorno a noi, magari ritrovandoci allo stadio e soprattutto dentro noi, dentro il cuore di ciascuno. Perché proprio a partire da noi stessi possiamo in ogni cosa che verrà scorgere e custodire la grande Bellezza della vita.

 Buon (A)nno, dunque, un bastimento carico carico di auguri a tutti!

1 Response

  1. Linda

    Che nostalgia caro Piergiorgio! Nostalgia dei giochi d’infanzia che erano bellissimi e ci univano. E nostalgia degli abbracci, dello stare insieme, della condivisione. Quest’articolo colpisce il cuore! E’ proprio vero! Non vediamo l’ora di ritrovarci con questa nuova consapevolezza acquisita (si spera) del valore dello stare insieme e della bellezza delle cose semplici della vita che in questo periodo sono così tanto mancate. Speriamo che questo 2021 porti più consapevolezza anche al nostro Lecce!

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