LECCE-SPAL: LA PEDANA DI LANCIO

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LECCE-SPAL: LA PEDANA DI LANCIO

Siamo tutti d’accordo, almeno in linea di principio. Per orientare le proprie azioni nella direzione giusta, occorre aver definito prima di ogni cosa l’obiettivo. Uno che, come minimo, sia chiaro, raggiungibile e coerente con le nostre priorità. Detto questo, sarebbe bello raggiungerlo, così, senza sosta alcuna, a volo d’uccello migratorio,  beatamente trasportati verso l’alto dalle correnti d’aria ascensionali.  Eh già, a nessuno, mai, piace perdere quota, è più che naturale. Anzi, al di là di ogni pindarico “filosofeggiare”, meglio dirlo francamente: a nessuno piace perdere.

Tuttavia, pensare di poter vincere sempre, magari inconsciamente, in virtù del provenire da un treno di vittorie, spesso rappresenta proprio l’anticamera della sconfitta. Come se il successo arrivasse per inerzia, a prescindere dal valore dell’avversario, dalla propria forma psico-fisica via via sempre più messa alla prova e da altri eventuali fattori interni e/o esterni propri di ogni gara. Quale che sia l’ambiente, l’età, la dimensione competitiva, nel senso più ampio, nel calcio come nella vita. Da una semplice partita a carte, fosse pure un solitario virtuale, ad una di pallone. Fosse pure in cortile o, a maggior ragione, al Via Del Mare.

Precisamente, una partita cruciale per noi cuori leccesi, Lecce-Spal. Sfida nobile, tra retrocesse dalla serie A, valevole per la trentatreesima giornata, quattordicesima di ritorno, del Campionato dei Cadetti.

Ritmi di gioco subito a spron battuto. La Spal prova a prendere campo e, purtroppo, ci riesce. Al secondo tentativo, minuto tredicesimo, è già in vantaggio. Botta da fuori, respinta corta della difesa leccese e tiro dal limite che perfora la porta giallorossa dopo oltre trecento minuti di imbattibilità. Il Lecce accusa il colpo, ma reagisce prontamente. Dopo soli quattro minuti riagguanta il pari. Discesa profonda sulla sinistra, cross rasoterra al centro e impeccabile sinistro di rimorchio alle spalle del portiere biancazzurro. A dieci minuti dalla fine di frazione avrebbe anche l’occasionissima per il raddoppio, in area, da ottima posizione un tantino defilata. Per un eccesso di generosità, però, piuttosto che sferzare la rete in diagonale mette al centro, consentendo alla difesa spallina di neutralizzare la minaccia. Per il resto nessun’altra emozione in zona-tiro fino all’intervallo.

Alla ripresa, avvio fotocopia del primo tempo. Appena una decina di minuti ed estensi nuovamente in vantaggio. Sugli sviluppi di un corner, cross calibrato sul secondo palo e stacco di testa che non perdona. I giallorossi, in maglia bianca per l’occasione, con su scritti i nomi dei tifosi, non ci stanno a perdere e si riversano in avanti. Rischiano il tracollo, evitato dal palo al settantasettesimo, ma in pieno recupero sfiorano il meritato gol. Il colpo di testa a spiovente, ahinoi, si spegne sulla traversa, estinguendo di fatto anche la speranza del pareggio.

Lecce-Spal si conclude così, sul punteggio di uno a due, con una brusca battuta d’arresto per i nostri. Dopo ben undici risultati utili consecutivi di cui gli ultimi sei altrettanti successi, una sconfitta che ci può stare.”

Ed è bello che a dirlo sia proprio il nostro caro presidente, perché

Il bello della sconfitta

– amava ripetere Enzo Bearzot  –

sta innanzitutto nel saperla accettare. Non sempre è la conseguenza di un demerito. A volte sono stati più bravi gli altri. Più sei disposto a riconoscerlo, quando è vero, quando non stai cercando di costruirti un alibi, più aumentano le possibilità di superarla. Anche di ribaltarla. La sconfitta va vissuta come una pedana di lancio: è così nella vita di tutti i giorni, così deve essere nello sport. Sbaglia chi la interpreta come uno stop nella corsa verso il traguardo: bisogna sforzarsi di trasformarla in un riaccumulo di energie, prima psichiche, nervose, e poi fisiche.”

Sì, “fare di ogni ostacolo e di ogni limite una pedana di lancio”, lo sosteneva pure Chiara Lubich.Ebbene, tutti in pedana, caro Lecce nostro, tutti uniti, l’obiettivo è ancora là!

“Forza, vai

cantava Lucio Dalla  –

dopo il lancio non voltarti mai … Volerà… oltre l’Everest … Arriverà.”

1 Response

  1. Graziano

    Purtroppo è arrivata la battuta d’arresto. Poteva certamente accadere dopo tanti risultati utili consecutivi. Ora “facciamo nostro” questo risultato, rialziamo la testa e guardiamo avanti.
    Forza Lecce!! Siamo qui con te!

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